Importanza epidemiologica, minacce e misure di biosicurezza nei siti di sosta

La migrazione degli uccelli è un movimento regolare stagionale su larga scala e a lunga distanza lungo le rotte di volo. Gli uccelli migrano tra i loro luoghi di riproduzione “homes” e le aree di non riproduzione, alla ricerca di cibo e luoghi di nidificazione. Gli uccelli migratori costituiscono oltre l’80% della diversità aviare globale. Rivestono un ruolo essenziale nel mantenimento di un ecosistema sano e contribuiscono a plasmare la biodiversità globale attraverso la dispersione a lunga distanza di vari microrganismi e semi.

Le recenti pandemie hanno evidenziato l’interconnessione tra esseri umani e animali esotici in un ecosistema. Uno dei principali elementi chiave per prevedere l’insorgenza di malattie infettive è la comprensione approfondita delle dinamiche di trasmissione che collegano animali selvatici, domestici ed esseri umani. Ogni anno, oltre 2.000 specie migrano in tutto il mondo con grandi variazioni nel tempo e nella direzione delle rotte tra e all’interno delle specie, così come nella distanza percorsa. Un interesse crescente è rivolto agli uccelli migratori perché durante il loro viaggio possono incontrare una vasta gamma di patogeni e vettori, che potrebbero essere facilmente trasmessi alle comunità residenti lungo il percorso. Questi “uccelli migratori” hanno la capacità unica di volare per lunghe distanze tra i continenti in un breve lasso di tempo, superando maestose barriere geografiche con poco rispetto per i confini nazionali o continentali. Ad esempio, molti confini internazionali sono stati chiusi a causa del COVID-19, mentre numerose specie di uccelli selvatici hanno continuato a attraversare i confini nazionali e continentali durante le loro migrazioni.

Durante i loro voli, gli uccelli migratori possono svolgere il ruolo di veicolo e mezzo di trasporto per la diffusione geografica e la disseminazione di molti patogeni infettivi e dei loro ospiti artropodi “vettori”. Per lo più, il viaggio migratorio è diviso in diverse tappe, intervallate da periodi di sosta dedicati all’alimentazione e alla preparazione per la tappa successiva. Questi siti di sosta rappresentano un’ottima opportunità per l’attacco di nuovi vettori ed il distacco di quelli che si sono già nutriti, oltre che per l’acquisizione, la disseminazione e la diffusione dei patogeni. Tra i patogeni più comunemente trasmessi ci sono una serie di virus, come quello del Nilo Occidentale, l’Influenza Aviaria ad Alta Patogenicità (HPAI), la Febbre Emorragica della Crimea-Congo, la malattia di Newcastle, l’Encefalite trasportata dalle zecche, l’Encefalite Giapponese e il virus dell’Encefalite di St. Louis. Oltre a batteri zoonotici quali Salmonella enterica, Campylobacter jejuni, Mycobacterium avium e Chlamydia psittaci. Inoltre, gli uccelli migratori sono importanti serbatoi per la diffusione di batteri resistenti agli antimicrobici (AMR). Alcuni di questi patogeni sono stati trasferiti come nuove infezioni in nuove aree lungo le rotte migratorie degli uccelli selvatici in Europa, Asia e Africa. Ad esempio, il virus dell’Influenza Aviaria Altamente Patogeno (HPAIV) è stato molto probabilmente introdotto nell’UE attraverso gli uccelli migratori selvatici, un fattore chiave dell’emergenza dell’HPAIV, attraverso il contatto tra avicoli e uccelli selvatici. Inoltre, sono state osservate fluttuazioni stagionali nella prevalenza complessiva del virus dell’influenza aviaria nelle popolazioni di uccelli acquatici, associate ai tassi di turnover della popolazione e alla migrazione. Uno dei fattori più importanti che influenzano la vita degli uccelli migratori sono i cambiamenti climatici. Questi uccelli sono molto sensibili ai cambiamenti climatici, che influenzano drasticamente gli habitat naturali, le condizioni di vita e la popolazione e la biodiversità delle piante. Il clima può influenzare la distribuzione dei passeriformi durante l’inverno in due modi principali. In primo luogo, la disponibilità di cibo, che è principalmente di origine vegetale, quindi la precipitazione, la temperatura o l’umidità influenzano l’abbondanza degli uccelli. In secondo luogo, le basse temperature aumentano il fabbisogno energetico degli uccelli, portando a un aumento dell’assunzione di cibo. D’altra parte, il clima caldo consente a più uccelli di occorrere a un dato livello di produttività.

Per quanto riguarda lo status degli uccelli migratori in Europa, ci sono quattro principali rotte geografiche per l’ingresso degli uccelli selvatici in Europa: rotta Nord-orientale (attraverso il confine con Russia e Bielorussia), rotta Orientale (attraverso il confine con Ucraina, Moldavia, Mar Nero, Turchia fino al confine meridionale della Turchia), rotta Meridionale (attraverso il confine dal sud della Turchia al nord del Portogallo) e rotta Nord-occidentale (attraverso il confine dal nord del Portogallo al nord della Russia). La rotta Meridionale è limitata alla regione mediterranea, e l’ingresso attraverso questa rotta avviene principalmente durante la primavera mentre gli uccelli ritornano dal loro soggiorno invernale in Africa. Il Mar Mediterraneo è un mare semi-chiuso, che rende la regione mediterranea molto sensibile ai cambiamenti climatici. La regione mediterranea è considerata tra le più vulnerabili agli impatti negativi dei cambiamenti climatici. Questa regione soffre già di estreme fluttuazioni di temperature e precipitazioni, oltre alla scarsità di acqua naturale e terreni agricoli. Si prevede che questi patterns peggioreranno nei prossimi anni, e di conseguenza i cambiamenti climatici influenzeranno l’estensione e l’idoneità delle soste invernali per gli uccelli. Si prevede che molte specie trans-sahariane ridurranno e sposteranno il loro raggio invernale a causa dell’effetto dei cambiamenti climatici. Questi cambiamenti hanno potenziali implicazioni per la conservazione perché possono influenzare la sopravvivenza o il successivo successo riproduttivo degli uccelli migratori e quindi i trends delle loro popolazioni. Lungo il Bacino del Mediterraneo, ci sono vari luoghi di riposo fondamentali per milioni di uccelli migratori che effettuano il viaggio tra Eurasia ed Africa. Queste aree rappresentano luoghi favorevoli sia per lo studio delle specie di uccelli che per il monitoraggio di alcune patologie transfrontaliere e zoonotiche trasmesse da vettori.

Oltre all’impatto degli effetti climatici, gli uccelli migratori affrontano una serie di minacce. Ad esempio, gli habitat di nidificazione e svernamento degli uccelli esotici o selvatici stanno diventando sempre più soggetti all’intrusione dovuta allo sviluppo umano. Vi è anche un approccio diretto per decimare il numero di questi animali col fine di prevenire/mitigare la diffusione di malattie infettive, il che è in contrasto con l’obiettivo sostenibile delle Nazioni Unite di ridurre significativamente la perdita di biodiversità mantenendo nel contempo un buon livello di salute e benessere. Altre minacce sono rappresentate dall’intensificazione del settore agricolo sui luoghi di nidificazione, lo sviluppo delle infrastrutture energetiche lungo le rotte migratorie e il prelievo illegale di esemplari nei siti di sosta. Il monitoraggio del principale serbatoio naturale del virus dell’influenza aviaria, basato sulla mappa delle rotte migratorie, è ben documentato e rappresenta uno dei modi più tempestivi per rilevare la diffusione dell’influenza aviaria. Il monitoraggio annuale e la sorveglianza di questi uccelli sono necessari e dovrebbero essere perseguiti con maggiore serietà per proteggere l’ambiente e l’industria avicola nella regione e persino nell’intero paese. I siti di sosta sono punti critici per la diffusione di malattie tra popolazioni e specie, specialmente quando sovraffollati, così come negli specchi d’acqua. Purtroppo, la capacità di prevedere i siti di sosta così come comprendere le loro caratteristiche spaziotemporali sono ancora carenti e devono essere migliorate. Infine, l’attuazione di specifiche misure di biosicurezza è necessaria per ridurre la probabilità di emergenza di malattie transfrontaliere e di possibili vettori attraverso la migrazione degli uccelli. Tra queste misure ci sono: 1) Avvisare preventivamente gli abitanti che si trovano lungo la rotta migratoria, in modo che possano utilizzare dispositivi di protezione individuale; 2) Vaccinazione speciale ed anticipata, da effettuare nei siti di sosta, di uccelli ed avicoli locali 3) Disinfezione dei siti di sosta e delle rotte migratorie mediante fumigazione; 4) Blocco temporaneo degli abitanti intorno ai siti di sosta per minimizzare l’interazione e il contatto con gli uccelli selvatici.

In conclusione, vanno rivolte attenzione ed interesse agli uccelli migratori in quanto animali che incontrano una vasta gamma di patogeni e vettori, alcuni dei quali mortali. Durante i loro voli, questi uccelli possono svolgere il ruolo di serbatoi o di trasporto passivo di patogeni e di loro ospiti artropodi “vettori” facilitandone la diffusione geografica e la disseminazione nelle comunità residenti. Gli uccelli migratori affrontano una serie di minacce come i cambiamenti climatici, lo sviluppo umano, l’intensificazione agricola e lo sviluppo delle infrastrutture energetiche lungo le rotte migratorie. Queste minacce hanno potenziali implicazioni per la conservazione di queste specie ed i trends delle loro popolazioni.

La regione mediterranea, rotta meridionale degli uccelli migratori verso l’Europa in primavera, presenta vari luoghi fondamentali di riposo per milioni di individui durante il loro viaggio tra Eurasia e Africa. A causa dei cambiamenti climatici estremi in questa regione, si prevede che molte specie di uccelli trans-sahariani ridurranno e sposteranno il loro raggio invernale. I siti di sosta sono luoghi in cui gli uccelli diffondono patologie ad altre popolazioni e specie. La continua raccolta di dati meteorologici e ambientali rilevanti è una procedura essenziale poiché questi uccelli si muovono in risposta a questa tipologia di cambiamenti. Il monitoraggio annuale e la sorveglianza di questi animali sono necessari per proteggere l’ambiente, gli esseri umani e gli animali residenti. L’attuazione di specifiche misure di biosicurezza è preziosa nel ridurre la probabilità di emergenza di malattie transfrontaliere e la movimentazione dei loro vettori attraverso gli uccelli migratori.

Author

Lascia una risposta