Frodi alimentari: Panoramica, sfide e strategie di prevenzione

Frode alimentare “Adulterazione” significa ingannare i clienti sulla qualità e/o sul contenuto degli alimenti acquistati a scopo di lucro. Tra le sfide che i mercati globali devono affrontare ci sono le frodi alimentari, che rappresentano una seria minaccia per il sistema alimentare. A livello globale, le attività fraudolente sono caratterizzate dalla natura intenzionale e dall’obiettivo di ottenere un guadagno economico. Al di là dell’impatto economico sull’industria alimentare mondiale, stimato in 40 miliardi di dollari l’anno, i crimini alimentari costituiscono soprattutto rischi per la salute umana, animale o vegetale, per il benessere degli animali e per l’ambiente. Inoltre, rappresentano un’ignoranza dei principi morali ed etici. A volte, le frodi alimentari nascono come tentativo di aziende e produttori di ridurre i costi e rimanere competitivi negli affari. Questo scenario si verifica in caso di aumento della domanda da parte dei consumatori a fronte di forniture limitate o di pressioni sui prezzi nelle catene di approvvigionamento, che potrebbero portare a prezzi elevati e a una diminuzione della competitività. Ad esempio, la sostituzione di specie proteiche animali di alto valore, come la carne di cavallo con quella di manzo, o i prodotti biologici ad alta domanda e bassa offerta rappresentano esempi calzanti di punti altamente vulnerabili.

L’olio d’oliva, il latte, il miele, lo zafferano, il succo d’arancia, il succo di mela, il vino d’uva, l’estratto di vaniglia e il pesce sono gli alimenti più frodati.

Strategie di prevenzione e rilevamento

La prevenzione delle frodi alimentari e la valutazione della vulnerabilità giocano un ruolo fondamentale nella gestione proattiva della sicurezza alimentare. In questo contesto, la mappatura della catena di approvvigionamento e l’analisi dei punti caldi, compresa l’analisi dei prodotti caldi, sono passi fondamentali per individuare i punti vulnerabili in cui possono verificarsi gli episodi più probabili di frode alimentare. La lotta alle frodi alimentari richiede un approccio globale che preveda la cooperazione e la consultazione di tutte le parti interessate a tutti i livelli della catena alimentare. In Europa, la Food Fraud Network (FFN) è il sistema adottato a livello europeo dal 2013 per migliorare il monitoraggio delle frodi alimentari. La FFN collega la Commissione e gli organismi di collegamento designati da ciascuno Stato membro, Svizzera, Norvegia e Islanda. In collaborazione con la FFN, il Centro di conoscenza della CE per la frode e la qualità alimentare (presso il Centro comune di ricerca) mette a disposizione le proprie competenze in materia di scienza alimentare, l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’applicazione della legge (Europol) svolgono le indagini necessarie. Tale cooperazione tra funzionari con conoscenze della catena agroalimentare dell’UE, funzionari di polizia e doganali con poteri investigativi, giudici e procure è della massima importanza per combattere le frodi nella catena agroalimentare, sia a livello nazionale che dell’UE.

Il ruolo delle operazioni internazionali nella lotta alle frodi alimentari

Per quanto riguarda la lotta alle frodi alimentari al di là delle frontiere, c’è l’operazione OPSON, un’operazione congiunta Europol-Interpol che ha come obiettivo l’identificazione di alimenti e bevande falsi e al di sotto degli standard. Istituita nel 2011, è considerata una delle strategie di maggior successo nella lotta transfrontaliera alle frodi alimentari. Oltre a EUROPOL e INTERPOL, OPSON è stata supportata da DG SANTE, DG AGRI e JRC, OLAF, agenzie nazionali di contrasto, agenzie alimentari nazionali, EUIPO, EFSA, FAO, UNICRI e aziende private. Questa cooperazione attiva ha portato all’individuazione e al sequestro di un gran numero di attività illegali transfrontaliere. Attraverso l’OPSON, sono state sequestrate 28.000 tonnellate di prodotti illegali e potenzialmente dannosi, oltre a 15 milioni di litri di bevande contraffatte, tra cui alcol e vino. Un’altra evidenza è che le frodi alimentari nei canali di commercio elettronico sono in aumento e le attività investigative dovrebbero essere promosse sulle piattaforme di commercio elettronico. Nell’ultima OPSON XI, sono stati rilevati rischi di frode attribuiti al riciclaggio di alimenti deteriorati o scaduti, in particolare durante la crisi COVID-19. L’operazione ha segnalato una tendenza emergente di rietichettatura su larga scala di alimenti scaduti, e alcune organizzazioni criminali erano coinvolte nell’acquisto di alimenti dalle aziende di smaltimento dei rifiuti e nella manomissione di date di scadenza false. Questa pratica ingannevole non solo compromette la qualità degli alimenti, ma comporta anche rischi significativi per la salute, ad esempio nel caso del pesce in scatola. Il riciclaggio illegale e il traffico di alimenti scaduti o avariati sono state le attività fraudolente più note e significative rilevate dalle informazioni di Europol in Francia, Germania, Italia, Lituania e Spagna. Guidata da un cittadino lituano. In Italia e Lituania sono stati effettuati 27 arresti e sono state sequestrate oltre 1,5 milioni di confezioni.

Infine, il successo di un piano di mitigazione delle frodi alimentari non può prescindere dall’adozione di una strategia analitica, che deve essere progettata per ridurre il rischio di frode alimentare attraverso una valutazione analitica ottimale. La strategia più efficace dal punto di vista dei costi segue un approccio graduale che parte da test semplici per poi passare ad analisi più sofisticate. Esistono diverse tecniche analitiche disponibili per l’individuazione delle frodi alimentari, ma il loro utilizzo come metodi analitici ufficiali affidabili non dipende dalla valutazione delle loro prestazioni. Le tecniche più comunemente utilizzate sono i cosiddetti metodi mirati, direttamente collegati a specifici marcatori di autenticità. Attualmente, c’è una tendenza verso i metodi non mirati, in cui viene utilizzata un’impronta digitale complessiva di un campione di alimenti per rilevare le frodi alimentari, con il vantaggio di poter individuare rischi sconosciuti o inaspettati. Questo nuovo approccio comporta ulteriori sfide, come la necessità di creare un database di riferimento rappresentativo e la mancanza di linee guida per la validazione dei metodi.

Per quanto riguarda la situazione in Italia, la filiera ittica è stata adottata come modello in un progetto di cooperazione congiunta tra Ministero della Salute, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta, Istituto Superiore di Sanità e NAS Carbinieri per illustrare la valutazione della vulnerabilità e i punti critici di controllo al fine di predisporre piani di controllo mirati. L’esperienza italiana mostra come l’analisi del rischio porti all’identificazione di punti altamente vulnerabili (specie bersaglio, punti vendita, ecc…) che portano a una maggiore efficacia nell’individuare le frodi di sostituzione delle specie ittiche.

In conclusione, le frodi alimentari sono una minaccia critica e sono necessari molti sforzi di collaborazione per una corretta lotta e prevenzione. Una strategia efficace “Operazione/iniziativa” è obbligatoria per una corretta prevenzione e dovrebbe concentrarsi sulla condivisione di informazioni, sull’armonizzazione degli standard e sullo sviluppo di iniziative congiunte per combattere gli episodi di frode transfrontaliera. Queste iniziative dovrebbero considerare e incorporare le regole dell’OMC per garantire un commercio equo e trasparente, salvaguardando i consumatori. Dovrebbero essere lanciate campagne mirate e programmi di sensibilizzazione per aiutare i consumatori a identificare i prodotti vulnerabili e a comprendere le norme di etichettatura.

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